E’ un po’ di tempo che mi occupo del garage di casa. Garage che è soppalcato, quindi è anche cantina, funge da soffitto, insomma è il posto dove si va a mettere tutto ciò che in casa non ci sta più, in attesa che dopo anni venga riesaminato e il più delle volte gettato via.
Sto riaprendo tutte le vecchie scatole, riprendendone il contenuto e risistemandolo in più moderni contenitori di plastica (che consentono subito di vedere cosa c’è dentro e possono essere puliti molto più facilmente).
Quello che ho visto oggi avrebbe dell’incredibile, se non conoscessi da quando sono nato l’autore del “misfatto”.
Ho aperto una scatola molto ma molto impolverata e ci ho trovato dentro una serie di matite cortissime.
Sul contenitore avrei potuto tranquillamente trovare scritto: “Matite troppo corte per essere usate“.
Oltre a queste, ho trovato centinaia di punti metallici per spillatrici di ogni genere, improbabili (oggigiorno) calcolatrici a celle solari, penne, evidenziatori, e persino dei pezzetti minuscoli di gomme per cancellare, troppo piccoli per essere usati pure loro.
Conservare questa roba. Solo mio padre poteva farlo!
Ma la riflessione è un attimo più profonda. Questa generazione dell’immediato dopoguerra era anticonsumistica per definizione. Una volta mio padre andò a chiedere di una lavatrice da acquistare per la casa del mare. Il negoziante gli chiese: “Da quanto tempo ce l’hai quella vecchia?”. E mio padre:” Da 22 anni…” come se fosse la cosa più ovvia di questo mondo. E quello con le mani al cielo: “Povero me! Se tutti i clienti fossero come te dovrei chiudere il negozio!”.
Produrre, vendere, acquistare, consumare, gettare via, riprodurre, rivendere, riacquistare,…..
Mio padre quando era ragazzino immagino conservasse gelosamente i suoi quaderni, i suoi libri, le sue matite, tanto da provare repulsione ancora oggi, che ha più di 70 anni ed una vita agiata, all’idea di buttarne perfino un piccolo pezzettino non più utilizzabile. Perché quei quaderni, quei libri, quelle matite, erano le poche cose che questi ragazzini possedevano. Non avevano altro.
Oggi si tende a buttare via tutto, a considerare tutto superfluo, a non dare valore a niente. E il brutto è che si comincia ad agire così non solo con le cose, ma anche con le persone, nei rapporti umani…. Usa e getta….
Ho conservato le matite di mio padre. Non credo che le butterò mai via…. Anche perché un giorno potrebbe rivolerle indietro….





by alessandra, on October 5 2009 @ 1:17 pm
… ma quanto sei dolce, sensibile e romantico…
by Claudia, on October 9 2009 @ 9:47 am
E’ bello ritrovare oggetti del passato e conservarli con affetto e nostalgia.