Posted on 2009 under Libri |
15
Oct
Mai letto Hemingway, cominciamo col dire questo….
E c’era il forte rischio di una delusione. Il “nome” che affrontavo era troppo grande, altisonante per non produrre in me grandi aspettative.
E però “Il vecchio e il mare” è un libro davvero bello, coinvolgente, direi addirittura avvolgente.
Di fatto ho vissuto per tre giorni sulla barca con Santiago; sono partito con la determinazione di riscattare ad ogni costo 84 giorni di pescate a vuoto, sono partito di notte, sono partito remando con le mie braccia vecchie e stanche; ho controllato le lenze, ho sentito l’aliseo, ho visto le luci dell’Avana attraverso il buio; mi sono fatto trainare dal pesce che aveva abboccato alla mia lenza esperta per tutto il mare caraibico; ho sentito la stanchezza, il caldo, la sete, ho masticato strisce di delfino e gamberetti per sostenermi, mi sono maledetto per non aver portato con me del sale, o un arancio; ho sperato, ho fatto forza sul mio orgoglio, ho lottato contro gli squali, ho provato dolore alle ossa, alle mani, agli occhi; e alla fine di tutto questo ho riportato a casa un pesce enorme di cui restava però solo la testa, la spada, la coda, malinconica testimonianza della mia vittoria….
Posted on 2009 under Commenti, Ricordi |
5
Oct
E’ un po’ di tempo che mi occupo del garage di casa. Garage che è soppalcato, quindi è anche cantina, funge da soffitto, insomma è il posto dove si va a mettere tutto ciò che in casa non ci sta più, in attesa che dopo anni venga riesaminato e il più delle volte gettato via.
Sto riaprendo tutte le vecchie scatole, riprendendone il contenuto e risistemandolo in più moderni contenitori di plastica (che consentono subito di vedere cosa c’è dentro e possono essere puliti molto più facilmente).
Quello che ho visto oggi avrebbe dell’incredibile, se non conoscessi da quando sono nato l’autore del “misfatto”.
Ho aperto una scatola molto ma molto impolverata e ci ho trovato dentro una serie di matite cortissime.
Sul contenitore avrei potuto tranquillamente trovare scritto: “Matite troppo corte per essere usate“.
Oltre a queste, ho trovato centinaia di punti metallici per spillatrici di ogni genere, improbabili (oggigiorno) calcolatrici a celle solari, penne, evidenziatori, e persino dei pezzetti minuscoli di gomme per cancellare, troppo piccoli per essere usati pure loro.
Conservare questa roba. Solo mio padre poteva farlo!
Ma la riflessione è un attimo più profonda. Questa generazione dell’immediato dopoguerra era anticonsumistica per definizione. Una volta mio padre andò a chiedere di una lavatrice da acquistare per la casa del mare. Il negoziante gli chiese: “Da quanto tempo ce l’hai quella vecchia?”. E mio padre:” Da 22 anni…” come se fosse la cosa più ovvia di questo mondo. E quello con le mani al cielo: “Povero me! Se tutti i clienti fossero come te dovrei chiudere il negozio!”.
Produrre, vendere, acquistare, consumare, gettare via, riprodurre, rivendere, riacquistare,…..
Mio padre quando era ragazzino immagino conservasse gelosamente i suoi quaderni, i suoi libri, le sue matite, tanto da provare repulsione ancora oggi, che ha più di 70 anni ed una vita agiata, all’idea di buttarne perfino un piccolo pezzettino non più utilizzabile. Perché quei quaderni, quei libri, quelle matite, erano le poche cose che questi ragazzini possedevano. Non avevano altro.
Oggi si tende a buttare via tutto, a considerare tutto superfluo, a non dare valore a niente. E il brutto è che si comincia ad agire così non solo con le cose, ma anche con le persone, nei rapporti umani…. Usa e getta….
Ho conservato le matite di mio padre. Non credo che le butterò mai via…. Anche perché un giorno potrebbe rivolerle indietro….