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Piedigrotta barrese (ovvero Festa dei Gigli)
Posted on 2009 under Avvenimenti, Luoghi, Ricordi | 1 Comment27 Sep

Oggi è il gran giorno della Festa dei Gigli di Barra.
Barra è attualmente parte del Comune di Napoli, zona Est, al confine con San Giorgio a Cremano. Anticamente era un Casale a sé stante e si chiama così perché qui c’era la “barra” che rappresentava il confine della città di Napoli.
Il giglio è una specie di obelisco con struttura di legno e ornamenti di cartapesta, che viene sollevato e portato in giro per tutta la giornata di oggi. Vengono costruiti vari gigli, ognuno facente capo a un’organizzazione (paranza), e c’è una gara che si basa sia sull’estetica che sul modo di farlo “ballare”.
Sollevare un giglio a Barra è motivo di orgoglio. E questa festa è tanto importante per i barresi, che il giorno dopo la sua fine si comincia già a pensare a quella dell’anno successivo.
Il numero di gigli varia di anno in anno ed è determinato anche dalla situazione economica contingente, viste le risorse a volte anche notevoli di cui disporre per allestirlo. Basti pensare che il giglio è altro circa 25 metri, tutto di legno (tenuto insieme da chiodi (90 kg) e corde, e che, mentre lo scheletro pesa 15 quintali circa, la struttura, completa di ornamento, raggiunge a volte i 25 quintali.
Ricordo che quando ero bambino, costruivamo dei gigli piccoli con dei pali di legno, o addirittura in miniatura con gli stuzzicadenti o i fiammiferi. “‘a primma cascia”, “‘a siconda cascia” con delle misure predefinite. e poi il palo centrale….
Ricordi d’infanzia…..
Questo libro mi dà il pretesto per cominciare una rassegna che avevo idea di pubblicare da tempo. Mi piacciono i gialli. Quelli polizieschi, quelli con i tradizionali protagonisti, i famosi Sherlock Holmes, forse il primo che ho letto, Hercule Poirot, un altro mitico, Jules Maigret…
Ho scoperto successivamente la passione per il giallo medievale, quello che in genere ha per protagonisti frati, suore, o personaggi dell’epoca: Owen Archer, fratello Cadfael, sorella Fidelma….
Di qui l’interesse per gli investigatori, professionali e non, e l’imbattersi in personaggi quali Leonardo da Vinci, Aristotele, Dante Alighieri…
Insomma, una gran quantità di persone e personaggi di cui vorrei dire qualcosa in un appuntamento che per il momento potrei stabilire a cadenza quindicinale, dipendendo da quanto riesco a leggere…
Il caso ha voluto che oggi cominciassi da Kay Scarpetta, famosissima anatomopatologa forense nata dalla penna fortunata di Patricia Cornwell.
Il primo romanzo che mi capitò fra le mani, tra quelli che aveva come protagonista Kay, fu Postmortem e me lo ritrovai per caso nella cassetta della posta… Mi piacque molto e da allora non persi un volume…
Che dire di Kay… Molto vicina ai protagonisti di CSI, di Criminal Minds, con uno stuolo di amici-parenti che le gironzolano intorno e fanno team con lei: Pete Marino, Benton Wesley, e quella che mi intriga di più, la nipote geniale Lucy Farinelli, una specie di mostro informatico, pilota di elicotteri, con tanti soldi da comprarsene uno tutto suo, e per giunta gran bella ragazza, nonostante il cervello non da gallina… Una rarità, insomma…..
E’ ovvio che, pur variando le storie, i libri sembrano essere come varie puntate di un serial di quelli che ho citato prima. E a qualcuno questo potrebbe far venire a noia i personaggi. Ma a me è un ambiente che piace. Tanto è vero che ogni libro, pur corposo, lo leggo in due-tre giorni…. Insomma, per chi non conosce Kay Scarpetta, vale la pena farsi un giro….
Un oggetto così bello da indurmi a dedicargli il template del mio blog non avrei mai creduto di trovarlo. Ed invece eccolo qui, il mio iPhone!
Da qualche tempo avevo deciso di migliorare la mia comunicazione mobile, acquistando un oggetto che mi consentisse di collegarmi a internet.
La rottura irreparabile del mio iPod, che mi accompagna quando sono in giro, mi ha convinto a fare il grande passo e prendere un iPhone, approfittando anche delle offerte estive del mio operatore mobile.
E dal momento in cui l’ho avuto tra le mani, sono iniziate una serie di sorprese che non accennano a fermarsi.
Prima di tutto: è un iPod. Sul mio ho inserito circa 800 canzoni. Ho configurato la mia casella di posta elettronica con Gmail, e con Safari mi collego a internet in maniera agevole e rapida.
E’ un navigatore. Riesco a sapere dove sono e mi ha già aiutato varie volte a orientarmi anche lontano da casa.
Ha un calendario che funge da agenda (ho mollato la mia agenda cartacea), una calcolatrice scientifica, la possibilità di registrare note testuali o anche vocali.
Fa delle bellissime foto. Ovviamente facilmente si gestiscono SMS e MMS. La sequenza di SMS con una persona è presentata come chat, quindi ho tutti i messaggi scambiati davanti agli occhi.
Meteo, borsa, iTunes….
E qui il capitolo delle applicazioni. Infinite! Ad un costo ragionevolissimo, se non totalmente gratis. Tutte le rassegne stampa possibili e immaginabili, il Televideo.
I social network: Facebook, eBay, LinkedIn.
Google Earth, Skype.
Giochi e applicazioni per ogni esigenza.
Se lo perdo sono fregato!
Atene, 510 a.C.: per la prima volta l’Assemblea dei Cittadini si riunisce per decidere sull’amministrazione pubblica.
Nasce ufficialmente la Democrazia, e viene inventata la Politica.
In maniera figurata, il potere è posto al centro dell’assemblea. Tutti concorrono ad esercitarlo, ma non appartiene a nessuno.
Dopo 2500 anni, in un periodo storico in cui la Democrazia è la forma di governo più diffusa nelle nazioni all’avanguardia, non si può però riproporre la stessa situazione ateniese.
La piazza è virtuale, in verità, ma il potere, piuttosto che essere posto al centro, è situato in alto, amministrato al di sopra.
La partecipazione è inferiore, mediamente prossima allo zero. Non c’è più la passione per la Politica. Addirittura la Democrazia, finora individuata come la migliore forma di esercizio della Politica, sembra perdente nei confronti di forme di governo più autoritarie, le quali però paiono garantire un migliore sviluppo economico, un PIL più consistente.
La Politica ha ceduto il passo all’Economia. Le scelte non sono più politiche, ma finanziarie. Gli uomini politici non sono più statisti, ma agiscono al fine di conseguire risultati nel breve, a volte brevissimo periodo.
La stessa Unione Europea è un’Unione economica, ma non politica. E l’Europa nei fatti ha un peso politico quasi nullo sullo scacchiere internazionale.
Un libro, questo, che per quanto piuttosto breve, è ricco di spunti e di osservazioni interessanti. Un libro che ci pone di fronte a un bivio: riscoperta della politica o inesorabile tramonto.





