Wandering through my brain

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La scomparsa di Majorana

Un libro bellissimo. Da tre stelle e mezza su aNobii. Ben documentato, ben argomentato. Attraverso queste pagine ho conosciuto meglio Werner lascomparsadiMajoranaHeisenberg (la cui figura più dovrebbe e nobilmente aver spicco di altre che nel campo della fisica nucleare operarono negli stessi suoi anni – più di coloro che la bomba la fecero, la consegnarono, con esultanza accolsero la notizia degli effetti e soltanto dopo (ma non tutti) ne ebbero smarrimento e rimorso), Enrico Fermi, e, ovviamente, Ettore Majorana. Un autentico genio, come risulta anche dalle parole dello stesso Fermi: “al mondo ci sono varie categorie di scienziati. Persone di secondo e terzo rango, che fan del loro meglio ma non vanno molto lontano. Persone di primo rango, che arrivano a scoperte di grande importanza, fondamentali per lo sviluppo della scienza. Ma poi ci sono i geni, come Galileo e Newton. Ebbene, Ettore Majorana era uno di quelli….“. La cosa forte è che pare che Majorana fosse consapevole del suo essere geniale, ma che avvertisse in qualche modo la necessità di non premere troppo sull’acceleratore, forse intravedendo i pericoli di quella che poi sarebbe divenuta la bomba atomica, di cui proprio oggi, 7 agosto, ricorre l’anniversario dello sgancio su Hiroshima. D’altronde uno che compete con Fermi che fa calcoli col regolo, facendoli a mente, è sicuramente un genio consapevole di esserlo. Così come è consapevole della sua genialità uno che “confrontò le due tabelle e, avendo constatato che erano in pieno accordo tra loro, disse che la tabella di Fermi andava bene…”. “Non era andato dunque per verificare se andava bene la tabella da lui calcolata nelle ultime ventiquattr’ore (in cui avrà anche dormito), ma se andava bene quella che Fermi aveva calcolato in chissà quanti giorni…” Incredibile! E peccato…

 

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Teacher of Computer Science in Napoli, Italy, living in San Giorgio a Cremano. Great iPhone fan.