Gli errori strategici della Chiesa Cattolica e della Sinistra italiana
Posted on 2009 under Commenti | No Comment30 May
Ultimamente sia gli organi di comunicazione vaticani (Osservatore Romano) sia quelli cattolici meno ufficiali italiani (Famiglia Cristiana) sia vari esponenti anche molto rilevanti del clero cattolico, hanno espresso perplessità in merito ad alcune recenti iniziative del Governo Italiano.
In primis c’è la questione dei respingimenti, ossia il rimandare indietro i barconi dei disperati che provengono dalle coste nordafricane. Al di là della legittimità “legale” della questione, visto che non ci sarebbe consentito respingere chi ha diritto ad asilo politico perché ad esempio perseguitato in patria, c’è da parte cattolica una perplessità di fondo legata al fatto che respingere chi chiede aiuto poco si confà al messaggio cristiano.
Altre perplessità sono legate alle varie iniziative che non tengono conto della difficoltà economica delle famiglie italiane, non garantiscono sufficientemente chi lavora, lasciano indietro i più deboli e i meno fortunati; altro comportamento, questo, sicuramente poco adeguato ai valori cristiani.
Infine, il comportamento del Presidente del Consiglio, il suo candidare veline e attricette, il suo frequentare non si sa quanto innocentemente giovani ragazze che potrebbero essere sue nipoti (nemmeno figlie, nipoti!), il suo esibire con vanto queste frequentazioni, insomma una questione “morale” che per un cittadino comune sarebbe legittimamente confinata nella sfera del privato (anche se io, personalmente, ritengo che uno che a più di settant’anni fa il fesso con giovani avvenenti sia letteralmente fuori di testa), ma che per chi guida un Paese come il nostro, almeno da parte cattolica viene ragionevolmente vista con più di qualche riserva.
Tutto ciò è ovvio e c’era da aspettarselo.
Come possa una Chiesa Cristiana qualunque non esprimere almeno perplessità, se non addirittura preoccupazione o contrarietà, in merito a tali questioni è difficile da immaginare.
Ma se andiamo indietro di un anno, al periodo delle elezioni, e vediamo la posizione più o meno esplicita delle gerarchie cattoliche in merito all’appoggio a questa o quella parte politica, non possiamo non ricordare che le gerarchie cattoliche appoggiarono senza ombra di dubbio il centrodestra.
Un errore strategico, dato che il centrodestra non ha praticamente niente di cristiano in ciò che proclama, se cristiano vuol dire solidale, vuol dire accogliente, vuol dire sensibile alle esigenze dei più deboli, vuol dire contrario alle discriminazioni e alle esclusioni, vuol dire morale nel comportamento e nella vita di tutti i giorni.
E visto che delle gerarchie cattoliche tutto si può dire fuorché che siano fatte da gente stupida, questo autogol mi meraviglierebbe non poco, se non analizzassi anche cosa c’era e cosa c’è “dall’altra parte”, e cioè nel controsinistra.
Analizzando questo aspetto, la posizione cattolica si può anche spiegare. Il centrosinistra non ha voluto capire e non vuole capire in nessun modo che in Italia i cattolici esistono, hanno delle sensibilità ben radicate e, se pure non vanno in chiesa la domenica, quando vedono minacciati i valori in cui credono sono capaci di fare quadrato abbastanza effficacemente.
A sinistra, in certa sinistra, invece, in nome di una libertà che pare voglia andare nella direzione del “tutto è concesso e ognuno può fare quello che cavolo vuole”, si pretende che i cattolici rinuncino a proclamare i propri valori, rinuncino a crederci, rinuncino a parlarne.
In certa sinistra il cattolicesimo è visto aprioristicamente come il Diavolo in persona, la Chiesa come uno Stato estero continuamente ingerente negli affari interni italiani, e tutto ciò che è riferibile in qualche modo alla religione (cattolica, perché quelli di certa sinistra conoscono solo quella, magari per sentito dire) viene visto come qualcosa non solo da evitare, ma da proibire anche agli altri.
E così in nome della libertà via i crocifissi, attacchi all’ora di religione nelle scuole, all’otto per mille, all’ICI pagata o non pagata dalle Chiese, e così via. Risultato: i cattolici preferiscono il Governo attuale a chi vuole togliere i loro simboli, o vuole attentare alla loro tradizione religiosa, alla loro libertà di professarla (non avendo forse adeguati argomenti per proporre un’alternativa).
E così abbiamo due poli che condividono molti valori, quali la solidarietà, il rispetto delle diversità, l’attenzione per i più deboli, e sacrificano questi valori a dettagli marginali e simbolici. E siamo tutti nelle condizioni in cui siamo.
E lamentarsi adesso è stupido, davvero molto stupido….

Familia, ci si trova di fronte ad uno spettacolo mozzafiato.



