Wandering through my brain

Archives for May, 2009

Ultimamente sia gli organi di comunicazione vaticani (Osservatore Romano) sia quelli cattolici meno ufficiali italiani (Famiglia Cristiana) sia vari esponenti anche molto rilevanti del clero cattolico, hanno espresso perplessità in merito ad alcune recenti iniziative del Governo Italiano.

In primis c’è la questione dei respingimenti, ossia il rimandare indietro i barconi dei disperati che provengono dalle coste nordafricane. Al di là della legittimità “legale” della questione, visto che non ci sarebbe consentito respingere chi ha diritto ad asilo politico perché ad esempio perseguitato in patria, c’è da parte cattolica una perplessità di fondo legata al fatto che respingere chi chiede aiuto poco si confà al messaggio cristiano.

Altre perplessità sono legate alle varie iniziative che non tengono conto della difficoltà economica delle famiglie italiane, non garantiscono sufficientemente chi lavora, lasciano indietro i più deboli e i meno fortunati; altro comportamento, questo, sicuramente poco adeguato ai valori cristiani.

Infine, il comportamento del Presidente del Consiglio, il suo candidare veline e attricette, il suo frequentare non si sa quanto innocentemente giovani ragazze che potrebbero essere sue nipoti (nemmeno figlie, nipoti!), il suo esibire con vanto queste frequentazioni, insomma una questionemorale” che per un cittadino comune sarebbe legittimamente confinata nella sfera del privato (anche se io, personalmente, ritengo che uno che a più di settant’anni fa il fesso con giovani avvenenti sia letteralmente fuori di testa), ma che per chi guida un Paese come il nostro, almeno da parte cattolica viene ragionevolmente vista con più di qualche riserva.

Tutto ciò è ovvio e c’era da aspettarselo.

Come possa una Chiesa Cristiana qualunque non esprimere almeno perplessità, se non addirittura preoccupazione o contrarietà, in merito a tali questioni è difficile da immaginare.

Ma se andiamo indietro di un anno, al periodo delle elezioni, e vediamo la posizione più o meno esplicita delle gerarchie cattoliche in merito all’appoggio a questa o quella parte politica, non possiamo non ricordare che le gerarchie cattoliche appoggiarono senza ombra di dubbio il centrodestra.

Un errore strategico, dato che il centrodestra non ha praticamente niente di cristiano in ciò che proclama, se cristiano vuol dire solidale, vuol dire accogliente, vuol dire sensibile alle esigenze dei più deboli, vuol dire contrario alle discriminazioni e alle esclusioni, vuol dire morale nel comportamento e nella vita di tutti i giorni.

E visto che delle gerarchie cattoliche tutto si può dire fuorché che siano fatte da gente stupida, questo autogol mi meraviglierebbe non poco, se non analizzassi anche cosa c’era e cosa c’è “dall’altra parte”, e cioè nel controsinistra.

Analizzando questo aspetto, la posizione cattolica si può anche spiegare. Il centrosinistra non ha voluto capire e non vuole capire in nessun modo che in Italia i cattolici esistono, hanno delle sensibilità ben radicate e, se pure non vanno in chiesa la domenica, quando vedono minacciati i valori in cui credono sono capaci di fare quadrato abbastanza effficacemente.

A sinistra, in certa sinistra, invece, in nome di una libertà che pare voglia andare nella direzione del “tutto è concesso e ognuno può fare quello che cavolo vuole”, si pretende che i cattolici rinuncino a proclamare i propri valori, rinuncino a crederci, rinuncino a parlarne.

In certa sinistra il cattolicesimo è visto aprioristicamente come il Diavolo in persona, la Chiesa come uno Stato estero continuamente ingerente negli affari interni italiani, e tutto ciò che è riferibile in qualche modo alla religione (cattolica, perché quelli di certa sinistra conoscono solo quella, magari per sentito dire) viene visto come qualcosa non solo da evitare, ma da proibire anche agli altri.

E così in nome della libertà via i crocifissi, attacchi all’ora di religione nelle scuole, all’otto per mille, all’ICI pagata o non pagata dalle Chiese, e così via. Risultato: i cattolici preferiscono il Governo attuale a chi vuole togliere i loro simboli, o vuole attentare alla loro tradizione religiosa, alla loro libertà di professarla (non avendo forse adeguati argomenti per proporre un’alternativa).

E così abbiamo due poli che condividono molti valori, quali la solidarietà, il rispetto delle diversità, l’attenzione per i più deboli, e sacrificano questi valori a dettagli marginali e simbolici. E siamo tutti nelle condizioni in cui siamo.

E lamentarsi adesso è stupido, davvero molto stupido….

Il Museo Archeologico Virtuale (link) è situato a Ercolano a pochissimi metri di distanza dall’area archeologica.

logomav

E’ sicuramente un’offerta innovativa per i turisti che dovessero venire ad Ercolano a visitare gli Scavi.

Sono stato turista anche io da poco tempo (a Barcellona) e quindi posso permettermi qualche paragone. Barcellona, un milione e settecentomila abitanti. Al centro piste ciclabili, traffico nella norma, cartacce a terra praticamente zero. Negozi per i turisti, un’infinità. Alberghi manco a dirlo.

Ercolano, diciamo ottantamila abitanti, biciclette impensabili, traffico caotico, cartacce a terra quante ne volete, fiori per strada zero, negozi per turisti quasi zero, alberghi praticamente zero.

Barcellona: mossos de esquadra (polizia locale, dicono anche piuttosto “tosta”) a ogni angolo; Ercolano: polizia municipale che osserva apaticamente auto parcheggiate in divieto, motorini con gente senza casco.

Dentro il Museo ho assistito a uno spettacolo di una scuola. I bambini (dieci anni) cantavano: comm’è bella a città ‘e Pulicenella…., canzone che le maestre avevano presentato come canto della speranza. Un contrasto violento con lo spettacolo esterno. Eppure col turismo dovremmo camparci tutti, dovremmo davvero camparci alla grande.

E per le strade gli stessi muri imbrattati dagli stessi manifesti elettorali con le stesse facce (di bronzo, il più delle volte).

Stasera sono perplesso.

Arrivando a Barcellona, appena si scende dal pullman in Plaça Sagradasagrada01 Familia, ci si trova di fronte ad uno spettacolo mozzafiato.

L’impressione che ho avuto è stata quella di un abitante di Lilliput di fronte a un castello di sabbia sulla spiaggia, di quelli fatti con la sabbia gocciolante….

Uno spettacolo maestoso.

La Sagrada Familia fu iniziata da Antoni Gaudì nel 1883 e non è stata ancora terminata. Infatti si notano nella foto le gru meccaniche impiegate nella costruzione. Il termine della edificazione è previsto per l’anno 2026, centanario della morte dell’architetto catalano, avvenuta a Barcellona il 10 giugno 1926. La vicenda che ruota attorno a questo edificio è piuttosto controversa. Alcuni avrebbero voluto lasciare le cose com’erano al tempo della morte di Gaudì, mentre si è poi preferito riprendere la costruzione per portarla a compimento.

Da vedere per chi visita Barcellona.

 

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Teacher of Computer Science in Napoli, Italy, living in San Giorgio a Cremano. Great iPhone fan.