Wandering through my brain

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Oggi il famosissimo videogioco Mr. PAC-MAN compie 30 anni.

La sua prima uscita sotto forma di gioco arcade, risale infatti al maggio del 1980.

Naturalmente la grafica, comparata a quella degli attuali giochi, non solo per PC, ma anche per console, è assolutamente limitata, ma ciò non toglie che questo gioco sia un bel ricordo per chi, adolescente, cominciava in quegli anni ottanta a confrontarsi con i giochi elettronici.

Uomo Faber

Un viaggio veloce attraverso la vita di uno dei miei cantautori preferiti. Una vita decisamente movimentata, alla continua ricerca di una pace e di una serenità che in genere si ottengono costruendo attorno a sé dei solidi legami affettivi, al di là, quindi, del successo economico o lavorativo, che sono sicuramente importanti, ma da soli non bastano. C’è anche un cenno ad Andrea Parodi, altra voce davvero notevole. Non potho reposare non l’avevo mai sentita, ed ho scoperto una canzone bellissima, da dedicare a una persona speciale…

E’ un po’ di tempo che mi occupo del garage di casa. Garage che è soppalcato, quindi è anche cantina, funge da soffitto, insomma è il posto dove si va a mettere tutto ciò che in casa non ci sta più, in attesa che dopo anni venga riesaminato e il più delle volte gettato via.

Sto riaprendo tutte le vecchie scatole, riprendendone il contenuto e risistemandolo in più moderni contenitori di plastica (che consentono subito di vedere cosa c’è dentro e possono essere puliti molto più facilmente).

Quello che ho visto oggi avrebbe dell’incredibile, se non conoscessi da quando sono nato l’autore del “misfatto”.

Ho aperto una scatola molto ma molto impolverata e ci ho trovato dentro una serie di matite cortissime.matite

Sul contenitore avrei potuto tranquillamente trovare scritto: “Matite troppo corte per essere usate“.

Oltre a queste, ho trovato centinaia di punti metallici per spillatrici di ogni genere, improbabili (oggigiorno) calcolatrici a celle solari, penne, evidenziatori, e persino dei pezzetti minuscoli di gomme per cancellare, troppo piccoli per essere usati pure loro.

Conservare questa roba. Solo mio padre poteva farlo!

Ma la riflessione è un attimo più profonda. Questa generazione dell’immediato dopoguerra era anticonsumistica per definizione. Una volta mio padre andò a chiedere di una lavatrice da acquistare per la casa del mare. Il negoziante gli chiese: “Da quanto tempo ce l’hai quella vecchia?”. E mio padre:” Da 22 anni…” come se fosse la cosa più ovvia di questo mondo. E quello con le mani al cielo: “Povero me! Se tutti i clienti fossero come te dovrei chiudere il negozio!”.

Produrre, vendere, acquistare, consumare,  gettare via, riprodurre, rivendere, riacquistare,…..

Mio padre quando era ragazzino immagino conservasse gelosamente i suoi quaderni, i suoi libri, le sue matite, tanto da provare repulsione ancora oggi, che ha più di 70 anni ed una vita agiata, all’idea di buttarne perfino un piccolo pezzettino non più utilizzabile. Perché quei quaderni, quei libri, quelle matite, erano le poche cose che questi ragazzini possedevano. Non avevano altro.

Oggi si tende a buttare via tutto, a considerare tutto superfluo, a non dare valore a niente. E il brutto è che si comincia ad agire così non solo con le cose, ma anche con le persone, nei rapporti umani…. Usa e getta….

Ho conservato le matite di mio padre. Non credo che le butterò mai via…. Anche perché un giorno potrebbe rivolerle indietro…. :-D

giglio02

Oggi è il gran giorno della Festa dei Gigli di Barra.

Barra è attualmente parte del Comune di Napoli, zona Est, al confine con San Giorgio a Cremano. Anticamente era un Casale a sé stante e si chiama così perché qui c’era la “barra” che rappresentava il confine della città di Napoli.

Il giglio è una specie di obelisco con struttura di legno e ornamenti di cartapesta, che viene sollevato e portato in giro per tutta la giornata di oggi. Vengono costruiti vari gigli, ognuno facente capo a un’organizzazione (paranza), e c’è una gara che si basa sia sull’estetica che sul modo di farlo “ballare”.

Sollevare un giglio a Barra è motivo di orgoglio. E questa festa è tanto importante per i barresi, che il giorno dopo la sua fine si comincia già a pensare a quella dell’anno successivo.

Il numero di gigli varia di anno in anno ed è determinato anche dalla situazione economica contingente, viste le risorse a volte anche notevoli di cui disporre per allestirlo. Basti pensare che il giglio è altro circa 25 metri, tutto di legno (tenuto insieme da chiodi (90 kg) e corde, e che, mentre lo scheletro pesa 15 quintali circa, la struttura, completa di ornamento, raggiunge a volte i 25 quintali.

Ricordo che quando ero bambino, costruivamo dei gigli piccoli con dei pali di legno, o addirittura in miniatura con gli stuzzicadenti o i fiammiferi. “‘a primma cascia”, “‘a siconda cascia” con delle misure predefinite. e poi il palo centrale….

Ricordi d’infanzia…..

 

 

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Teacher of Computer Science in Napoli, Italy, living in San Giorgio a Cremano. Great iPhone fan.