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Scuola pubblica… pensieri

Il 28 aprile ho partecipato ad un Seminario Regionale sulla Qualità nella scuola.
In Campania è in atto uno sforzo abbastanza rilevante volto a introdurre nella scuola pubblica criteri di qualità, sia dal punto di vista della didattica, sia da quello delle strutture.

E in teoria la cosa è molto interessante. Stabilire criteri di qualità significherebbe garantire un livello di servizio elevato ed equivarrebbe ad un miglioramento significativo della bontà della formazione degli studenti.

Due osservazioni, però, sono d’obbligo.

La prima: tutto ciò è lasciato all’iniziativa dei singoli. Non c’è una pianificazione che coinvolga tutti. In ogni istituto il 5% dei docenti sarà interessato a queste innovazioni, cercherà di determinarne l’applicazione, vi dedicherà tempo ed energie (senza compenso, è bene dirlo). Il 25% circa dei docenti assisterà alla diffusione di queste nuove idee e di questi nuovi criteri, e, se la cosa risulterà indolore dal punto di vista dell’impegno, offrirà perfino un’adesione di massima. Il restante 70% dei docenti ignorerà totalmente il tutto, e continuerà ad andare avanti con i propri collaudati (spesso fallimentari) sistemi. Il resto del personale della scuola men che meno, fatte salve sporadiche eccezioni.

Seconda osservazione: le strutture scolastiche sono lontanissime da qualunque criterio di qualità. Spesso manca perfino l’agibilità. Ma ove pure questa vi fosse, le aule sono sporche, fatiscenti, i laboratori inadeguati, poveri. Invece di pensare al Ponte sullo Stretto, sarebbe meglio, anche al fine di rilanciare le opere pubbliche, mettere su un piano nazionale di recupero e riadeguamento delle strutture pubbliche, scolastiche in primis.

Osservazioni che pesano come macigni su uno sforzo che comunque va fatto. Perché se siamo in Europa, abbiamo anche il dovere di adeguare la nostra offerta formativa a standard europei. Ma la vedo dura….

Il motore del mondo

La mia scrivania è una lastra di vetro poggiata su due cavalletti di legno, in perfetto stile Ikea.

L’ho acquistata qualche anno fa per il suo stile essenziale (a me piace Ikea). Era un periodo piuttosto dimesso per me. Non feci neppure caso alle scritte sul vetro, quando lo scelsi. E forse se ci avessi fatto caso, il mio disincanto di quel periodo mi avrebbe fatto scegliere altro.

Kjaerlighet, laska, liebe, rakkaus, kocham, szerelmes, liefde…..

Tutte parole che significano LOVE! :-)

In tutte le lingue più strane, immagino svedese, ungherese, finlandese, polacco….

La vita cambia… E a volte basta un incontro per farla cambiare… uno solo! Basta una persona, una sola! Uno sguardo, un sorriso, una voce….

… e la vita cambia davvero… e i colori cambiano davvero…come nelle poesie, più che nelle poesie!

… e si comprende perché questo love (liebe, rakkaus, kocham, szerelmes,….) esiste, perché è così fantastico, perché è il motore del mondo, perché senza di esso, una volta provato quello vero, non si possa più pensare di vivere….

 

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Teacher of Computer Science in Napoli, Italy, living in San Giorgio a Cremano. Great iPhone fan.