Wandering through my brain

Lex

Gli antichi Romani furono un grande popolo, che dominò il mondo allora conosciuto. Non usarono sempre la forza, la violenza. Molto spesso cooptarono nel progetto dell’Impero i popoli che inglobavano in esso. Molto spesso seppero imparare dai popoli con cui venivano a contatto: Orazio scrisse per l’appunto, Graecia capta ferum victorem cepit, et artes intulit agresti Latio.

Uno dei punti di forza della civiltà romana fu il diritto, la lex.  Non per niente ancora oggi nelle nostre Università si studia il Diritto Romano.

La legge per i Romani era quanto di più sacro e inviolabile: dura lex, sed lex, anche se è dura, è la legge e va rispettata.

Purtroppo ultimamente gli eredi dei Romani dimostrano di aver dimenticato questi principi fondamentali del vivere civile, alla base dell’organizzazione sociale dei loro padri. Ultimamente pare proprio che la legge non sia uguale per tutti, ma sia una dura lex soltanto per gli sfigati, per coloro che nonostante tutto continuano a ritenere di dover essere onesti.

Il decreto salvaliste, che rimette in gioco le liste del PdL in Lombardia e nel Lazio, dove erano state escluse per delle irregolarità, è nei fatti un cambiare le regole del gioco a partita in corso. E la spiegazione del Presidente della Repubblica convince poco. Perché un elettore del PdL deve essere tutelato nel poter esprimere il suo voto (nonostanti le irregolarità) e non c’è stata la stessa considerazione per elettori di liste minori, anche molto minori? Come spieghiamo ai ragazzi che le regole vanno rispettate, a volte anche con un certo rigore? Quante persone non sono state ammesse ad un concorso per essere arrivate in ritardo di pochi minuti, per aver dimenticato una firma, per non aver usato correttamente la ceralacca… la ceralacca!!!!!

Insomma, la legge è uguale per tutti, o per alcuni è più uguale che per altri? Come riusciamo a togliere dalla testa del cittadino comune che la legge si può pure forzare se si è abbastanza potenti, se si ha abbastanza faccia tosta, che non è qualcosa di assoluto, almeno fino a che è in vigore? Come faremo noi a scuola a chiudere i cancelli di entrata rigorosamente alle 8,15 senza che venga qualcuno a pretendere (a questo punto, visti gli illustri precedenti, legittimamente) di essere ammesso in ritardo perché ad esempio alle 8,15 si trovava all’interno della piazza antistante la scuola?

A volte delle vicende vanno oltre il merito specifico ed hanno delle conseguenze anche piuttosto gravi. Mi meraviglia come persone che dovrebbero essere responsabili non abbiano pensato alle conseguenze stavolta….

Buon voto a tutti.

Il motore del mondo

La mia scrivania è una lastra di vetro poggiata su due cavalletti di legno, in perfetto stile Ikea.

L’ho acquistata qualche anno fa per il suo stile essenziale (a me piace Ikea). Era un periodo piuttosto dimesso per me. Non feci neppure caso alle scritte sul vetro, quando lo scelsi. E forse se ci avessi fatto caso, il mio disincanto di quel periodo mi avrebbe fatto scegliere altro.

Kjaerlighet, laska, liebe, rakkaus, kocham, szerelmes, liefde…..

Tutte parole che significano LOVE! :-)

In tutte le lingue più strane, immagino svedese, ungherese, finlandese, polacco….

La vita cambia… E a volte basta un incontro per farla cambiare… uno solo! Basta una persona, una sola! Uno sguardo, un sorriso, una voce….

… e la vita cambia davvero… e i colori cambiano davvero…come nelle poesie, più che nelle poesie!

… e si comprende perché questo love (liebe, rakkaus, kocham, szerelmes,….) esiste, perché è così fantastico, perché è il motore del mondo, perché senza di esso, una volta provato quello vero, non si possa più pensare di vivere….

Casa di bambola

casadibambola

“… era tanto piacevole la sensazione di guadagnare soldi col mio lavoro. Era quasi come se fossi alla pari di un uomo“….
Una frase che oggi persone moderne, all’avanguardia, collocherebbero tranquillamente nel secolo scorso… La questione della parità tra uomo e donna sembra ormai chiusa… Eppure nella nostra società all’avanguardia, non è raro trovare situazioni simili. Non è raro trovare tanti Torvald Helmer che si sentono superiori alle loro compagne (e compagne è già un termine troppo forte per la considerazione che questi uomini hanno di chi hanno sposato), che si sentono in dovere di guidarle, correggerle, organizzare la loro vita…
Colpa delle donne stesse? Colpa di un concetto maschilista di superiorità di genere?
Indipendentemente dalle cause, questo problema c’è, eccome…
Forse la soluzione sta proprio nell’ultimo dialogo di questa bella commedia di Ibsen: Nora si ribella, Nora va via…. Nora rivendica la sua identità, il suo essere persona, uguale al marito, forse, molto probabilmente, migliore del marito…
Marito che troppo tardi si accorge di non avere più niente, di essere solo, solo col suo egoismo, col suo orgoglio e col suo inutile senso di superiorità…

2009 addio

Bene. Siamo arrivati alla fine di un altro anno.

Ormai questi momenti, più che dedicati a un augurio per l’anno che verrà, sembrano sempre più focalizzati a ricordare le disgrazie dell’anno passato. Perfino le poesie di Natale dei bambini sono piene di guai! Quella di mia figlia (in prima media la poesia ero convinto non l’imparassero più) era da suicidio!

E certo che ci sono problemi, ma ci saranno sicuramente stati avvenimenti positivi, no? Perché non focalizzare l’attenzione su quelli, mi domando…

Naturalmente non seguirò l’esempio collettivo. Il 2009 per me è stato mediamente importante, per certi versi molto importante (il lavoro, ad esempio, è andato bene), per un aspetto eccezionale (ho conosciuto una persona eccezionale…). E come “squadra che vince non si cambia”, anche anno che va bene sarebbe opportuno che non finisse :-) .

Ma tant’è. Alla fine è solo la misura (convenzionale) del tempo che determina questi passaggi da un anno all’altro. L’essenza, l’anima, i contenuti, la vita, non fanno salti…. 

Auguri a tutti.

La vendetta di Pitagora

lavendettadipitagora

I numeri da soli forse non possono dovernare il mondo della natura creato da Dio, come credeva Pitagora – e in questo senso è ormai dimostrato che si sbagliava – ma dominano sempre più il mondo creato dagli uomini, cioè la vita nella società moderna. E’ la vendetta di Pitagora“.

Forte sta cosa… Pitagora visse cinquecento anni prima di Cristo. Tra la Grecia e la Magna Grecia, Italia meridionale….

E percepiva l’importanza dei numeri, anzi attribuiva loro un’essenza quasi mistica. La cultura come espiazione del peccato originale, consistente nell’ignoranza.

Forte il fatto che oggigiorno i numeri sono essenziali nella vita dell’uomo. E’ davvero la vendetta di Pitagora! Digitale terrestre, personal computer, immagini, video…. tutto è numeri, per la verità tutto è due soli numeri, 0 e 1….

Duemilacinquecento anni dopo…..

Il vecchio e il mare

Mai letto Hemingway, cominciamo col dire questo….

E c’era il forte rischio di una delusione. Il “nome” che affrontavo era troppo grande, altisonante per non produrre in me grandi aspettative.

ilvecchioeilmareE però “Il vecchio e il mare” è un libro davvero bello, coinvolgente, direi addirittura avvolgente.

Di fatto ho vissuto per tre giorni sulla barca con Santiago; sono partito con la determinazione di riscattare ad ogni costo 84 giorni di pescate a vuoto, sono partito di notte, sono partito remando con le mie braccia vecchie e stanche; ho controllato le lenze, ho sentito l’aliseo, ho visto le luci dell’Avana attraverso il buio; mi sono fatto trainare dal pesce che aveva abboccato alla mia lenza esperta per tutto il mare caraibico; ho sentito la stanchezza, il caldo, la sete, ho masticato strisce di delfino e gamberetti per sostenermi, mi sono maledetto per non aver portato con me del sale, o un arancio; ho sperato, ho fatto forza sul mio orgoglio, ho lottato contro gli squali, ho provato dolore alle ossa, alle mani, agli occhi; e alla fine di tutto questo ho riportato a casa un pesce enorme di cui restava però solo la testa, la spada, la coda, malinconica testimonianza della mia vittoria….

E’ un po’ di tempo che mi occupo del garage di casa. Garage che è soppalcato, quindi è anche cantina, funge da soffitto, insomma è il posto dove si va a mettere tutto ciò che in casa non ci sta più, in attesa che dopo anni venga riesaminato e il più delle volte gettato via.

Sto riaprendo tutte le vecchie scatole, riprendendone il contenuto e risistemandolo in più moderni contenitori di plastica (che consentono subito di vedere cosa c’è dentro e possono essere puliti molto più facilmente).

Quello che ho visto oggi avrebbe dell’incredibile, se non conoscessi da quando sono nato l’autore del “misfatto”.

Ho aperto una scatola molto ma molto impolverata e ci ho trovato dentro una serie di matite cortissime.matite

Sul contenitore avrei potuto tranquillamente trovare scritto: “Matite troppo corte per essere usate“.

Oltre a queste, ho trovato centinaia di punti metallici per spillatrici di ogni genere, improbabili (oggigiorno) calcolatrici a celle solari, penne, evidenziatori, e persino dei pezzetti minuscoli di gomme per cancellare, troppo piccoli per essere usati pure loro.

Conservare questa roba. Solo mio padre poteva farlo!

Ma la riflessione è un attimo più profonda. Questa generazione dell’immediato dopoguerra era anticonsumistica per definizione. Una volta mio padre andò a chiedere di una lavatrice da acquistare per la casa del mare. Il negoziante gli chiese: “Da quanto tempo ce l’hai quella vecchia?”. E mio padre:” Da 22 anni…” come se fosse la cosa più ovvia di questo mondo. E quello con le mani al cielo: “Povero me! Se tutti i clienti fossero come te dovrei chiudere il negozio!”.

Produrre, vendere, acquistare, consumare,  gettare via, riprodurre, rivendere, riacquistare,…..

Mio padre quando era ragazzino immagino conservasse gelosamente i suoi quaderni, i suoi libri, le sue matite, tanto da provare repulsione ancora oggi, che ha più di 70 anni ed una vita agiata, all’idea di buttarne perfino un piccolo pezzettino non più utilizzabile. Perché quei quaderni, quei libri, quelle matite, erano le poche cose che questi ragazzini possedevano. Non avevano altro.

Oggi si tende a buttare via tutto, a considerare tutto superfluo, a non dare valore a niente. E il brutto è che si comincia ad agire così non solo con le cose, ma anche con le persone, nei rapporti umani…. Usa e getta….

Ho conservato le matite di mio padre. Non credo che le butterò mai via…. Anche perché un giorno potrebbe rivolerle indietro…. :-D

Libertà di stampa

libstampa

Sono il numero 435.872 :-D

giglio02

Oggi è il gran giorno della Festa dei Gigli di Barra.

Barra è attualmente parte del Comune di Napoli, zona Est, al confine con San Giorgio a Cremano. Anticamente era un Casale a sé stante e si chiama così perché qui c’era la “barra” che rappresentava il confine della città di Napoli.

Il giglio è una specie di obelisco con struttura di legno e ornamenti di cartapesta, che viene sollevato e portato in giro per tutta la giornata di oggi. Vengono costruiti vari gigli, ognuno facente capo a un’organizzazione (paranza), e c’è una gara che si basa sia sull’estetica che sul modo di farlo “ballare”.

Sollevare un giglio a Barra è motivo di orgoglio. E questa festa è tanto importante per i barresi, che il giorno dopo la sua fine si comincia già a pensare a quella dell’anno successivo.

Il numero di gigli varia di anno in anno ed è determinato anche dalla situazione economica contingente, viste le risorse a volte anche notevoli di cui disporre per allestirlo. Basti pensare che il giglio è altro circa 25 metri, tutto di legno (tenuto insieme da chiodi (90 kg) e corde, e che, mentre lo scheletro pesa 15 quintali circa, la struttura, completa di ornamento, raggiunge a volte i 25 quintali.

Ricordo che quando ero bambino, costruivamo dei gigli piccoli con dei pali di legno, o addirittura in miniatura con gli stuzzicadenti o i fiammiferi. “‘a primma cascia”, “‘a siconda cascia” con delle misure predefinite. e poi il palo centrale….

Ricordi d’infanzia…..

 

Kay Scarpetta

kayscarpettaQuesto libro mi dà il pretesto per cominciare una rassegna che avevo idea di pubblicare da tempo. Mi piacciono i gialli. Quelli polizieschi, quelli con i tradizionali protagonisti, i famosi Sherlock Holmes, forse il primo che ho letto, Hercule Poirot, un altro mitico, Jules Maigret

Ho scoperto successivamente la passione per il giallo medievale, quello che in genere ha per protagonisti frati, suore, o personaggi dell’epoca: Owen Archer, fratello Cadfael, sorella Fidelma….

Di qui l’interesse per gli investigatori, professionali e non, e l’imbattersi in personaggi quali Leonardo da Vinci, Aristotele, Dante Alighieri

Insomma, una gran quantità di persone e personaggi di cui vorrei dire qualcosa in un appuntamento che per il momento potrei stabilire a cadenza quindicinale, dipendendo da quanto riesco a leggere…

Il caso ha voluto che oggi cominciassi da Kay Scarpetta, famosissima anatomopatologa forense nata dalla penna fortunata di Patricia Cornwell.

Il primo romanzo che mi capitò fra le mani, tra quelli che aveva come protagonista Kay, fu Postmortem e me lo ritrovai per caso nella cassetta della posta… Mi piacque molto e da allora non persi un volume…

Che dire di Kay… Molto vicina ai protagonisti di CSI, di Criminal Minds, con uno stuolo di amici-parenti che le gironzolano intorno e fanno team con lei: Pete Marino, Benton Wesley, e quella che mi intriga di più, la nipote geniale Lucy Farinelli, una specie di mostro informatico, pilota di elicotteri, con tanti soldi da comprarsene uno tutto suo, e per giunta gran bella ragazza, nonostante il cervello non da gallina… Una rarità, insomma…..

E’ ovvio che, pur variando le storie, i  libri sembrano essere come varie puntate di un serial di quelli che ho citato prima. E a qualcuno questo potrebbe far venire a noia i personaggi. Ma a me è un ambiente che piace. Tanto è vero che ogni libro, pur corposo, lo leggo in due-tre giorni…. Insomma, per chi non conosce Kay Scarpetta, vale la pena farsi un giro….

 

About Author

Teacher of Computer Science in Napoli, Italy, living in San Giorgio a Cremano. Great iPhone fan.